In un testo scritto dall'agostiniano Padre Andrea Sansoni
"Le memorie storiche antiche e moderne del castello di Sorana", del 1704, non si trovano cenni precisi sul fagiolo di sorana, ma fornisce molte notizie sui cambiamenti del territorio con l'avvento del Ducato mediceo tra il cinquecento ed il seicento.
Interventi che renderanno possibile la coltivazione di alcune terre strappate al poggio e delle sabbie del ghiareto di fiume bonificato.
Proprio su questi appezzamenti, parcellizzati in tante piccole proprietà fra coloro che parteciparono alla bonifica fu introdotta la coltivazione del fagiolo.
La notorietà è documentata a partire da tempi e personaggi non sospetti. Gioacchino Rossini, conosceva ed apprezzava i fagioli di Sorana; nei primi dell'800 in una lettera all'amico, devoto allievo e quasi coetaneo Giovanni Pacini chiede espressamente il raro e pregiato legume come cameratesco compenso per la revisione di alcune partiture del maestro pesciatino.

soranaantica1 soranaantica2 soranaantica3