|
II terreno su cui viene coltivato il fagiolo di Sorana è ricco
di sabbia e ghiaia e copre alcuni ettari lungo il torrente Pescia. Si tratta del
"ghiareto", suolo di natura alluvionale sito sul margine sinistro del corso
d'acqua costituito da alcune lingue di terra in cui piantare i sostegni per il
rampicante. La zona più vocata va dai Ponte di Sorana al Ponte di Castelvecchio,
ma si coltiva anche lungo l'altro ramo del torrente fino al Mulino di Stiappa.
Sempre nel comune di Pescia, in alcuni casi viene coltivato anche in "poggio" o
in "vigna".
Come si usa dire in questo angolo di Toscana. Ma il cru più esclusivo, per dirla
alla francese, è la zona denominata Ortochiaro.
La semina avviene durante l'ultima luna di maggio e nei giorni della settimana
in cui non figura la lettera "erre": altrimenti, si dice, i fagioli anneriscono.
La raccolta, invece, si tiene fra
agosto e settembre, e viene eseguita completamente a mano.
La fase successiva riguarda l'essiccazione dei fagioli, che avviene al sole per
tre-quattro giorni.
La rigorosa selezione e il confezionamento tradizionale con l'aggiunta di pepe
in grani o radici di valeriana ed eventualmente foglie di alloro per scongiurare
l'attacco del tonchio, infine, completano l'opera. Si può trovare sia nei
sacchetti che nelle fiaschette sigillate con la ceralacca, alla stregua dei
tesori più preziosi. Oggi la produzione si aggira sui 60 quintali all'anno, i
produttori sono una quindicina.
  
|


  |