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Come e noto, i legumi sono approdati in Europa dopo la
scoperta delle Americhe per opera di Cristoforo Colombo. Nel comprensorio
pesciatino, i preziosi fagioli hanno trovato una dimora esemplare grazie alle
bonifiche volute dai Medici e dai Granduchi leopoldini, che hanno "rubato" delle
piccole isole di terra ad una zona ricchissima di corsi d'acqua.
Come e accaduto per altri prodotti tipici nel corso dei secoli, il prezioso
legume si e rivelato una risorsa di fondamentale importanza per la sussistenza
alimentare delle popolazioni locali, una vera e propria ricchezza. A metterne in
pericolo la sopravvivenza, poi, ci hanno pensato i conflitti mondiali del secolo
scorso, che hanno comportato lo spopolamento della zona e la conseguente
emigrazione verso la piana dell'Arno, dove trovare un posto di lavoro era meno
difficile. All'inizio degli anni Ottanta, la coltivazione del fagiolo in questo
angolo di Toscana era portata avanti da un unico produttore che, quando i
contadini sono tornati lungo il "ghiareto", ha trasmesso loro i segreti della
sua arte.
Fra i personaggi che sono rimasti sedotti dai fagiolo di Sorana non mancano nomi
illustri come Gioacchino Rossini che, per la correzione di alcune partiture del
compositore pesciatino Natale Nardi, pretese un compenso in legumi; Edmondo de
Amicis, che nelle sue cronache dall'Oriente riferisce di averli visti in vendita
al mercato di Costantinopoli; Giuseppe Verdi, che ne decanto le lodi a più
riprese; la cantante di facto Amalia Rodriguez, che vuole addirittura visitare i
luoghi in cui nascevano i fagioli tanto cari al Re del Portogallo Leopoldo; e
Indro Montanelli, che ne tessé una sperticata lode sulle colonne del Corriere
della sera.
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