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Castelvecchio a 450 metri sul livello del mare, impossibile non fare una sosta alla pieve romanica intitolata ai Santi Tommaso e Ansano, di cui si ha notizia fin dal 970. Questa chiesa battesimale ebbe un’importanza notevole in età alto-medievale, sia per la sua posizione, sia per l’ampia giurisdizione che possedeva per tutto il territorio della vallata. La tradizione storiografica locale, vuole che sia una delle sette pievi che furono fondate dal Vescovo Frediano nel VI secolo.
La struttura dell’edificio come il suo orientamento rimandano ad una tipologia di architettonica di chiara derivazione lucchese. L’abside infatti è rivolta ad est e il campanile (forse ricostruito nel XIII secolo) è ubicato a sud rispetto alla chiesa. Dell’edificio antico è rimasto poco, infatti dei rifacimenti strutturali dovuti a un crollo disastroso intorno alla metà del XIX secolo hanno seriamente modificato il suo aspetto originario. Dei lavori furono eseguiti anche intorno ai primi anni del Novecento. In questo periodo fu ricostruita la facciata secondo uno stile più vicino alla tipologia stilistica lombarda. L’interno si presenta a tre navate e conserva , a differenza delle altre pievi della vallata, la cripta sottostante il presbiterio. Spiccano per la loro bellezza i capitelli delle colonne che esibiscono una particolare ed originale forma scultorea di stile romanico. 
Castelvecchio è il paese dei gelatai, una tradizione nata per merito di Aurindo Ferrari, che imparò l’arte del gelato e la insegnò ai ragazzi del paese, aiutandoli anche economicamente a farsi una fortuna con questo mestiere in varie parti d’Italia.
 

Le dieci Castella
(cartina)

Il Ghiareto - Sorana - (PT)